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Claudia Müller – Parco Nazionale del Pollino, Italia III

October 31st, 2009 Posted in Southern Europe, Uncategorized

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Una delle parti piu’ importanti della nostra missione nel piu’ grande parco nazionale italiano e’ ritrarre i pini centenari del Monte Polino e della Serra Dolcedorme. Ciascuno di loro possiede una propria forma individuale, scolpita dal vento ed una corteccia appariscente. Le loro radici si insinuano profonde come serpenti tra le rocce. Come bizzarre sculture grigie gli alberi morti si stagliano contro il cielo.

A quota 1800 dobbiamo interrompere il nostro primo tentativo di fotografare i vecchi giganti sul Monte Pollino. La neve e’ troppo alta, sprofondiamo e sui pendii ripidi non riusciamo a procedere. Grande delusione, cosi’ vicini alla meta e dover tornare indietro! Ma il tempo si fa piu’ stabile. La temperatura sale di giorno in giorno. Dalla valle osserviamo come le macchie di neve in cima diventino sempre piu’ piccole. E’ giunto il momento di tentare di nuovo.


12 maggio 2009, aereoporto di Napoli – Attendiamo il decollo dell’ areo diretto a Berlino. Siamo stanchi, ma con le memory cards piene. Due giorni fa siamo riusciti a raggiungere i pini del Monte Pollino ed ho potuto ritrarre alcune loro immagini. E’ una sensazione incredibilmente affascinante trovarsi sotto a questi giganti e mi piacerebbe poter parlare con loro… Con

l’ imbrunire scendiamo a valle. Con il buio le scille bifolie sui prati montani assumono un aspetto irreale.

L’ ultima sera eravamo seduti in cima al Timpone Viggianello. Sotto di noi, in basso, lo scenario del paesaggio con i segni dalla presenza dell’ uomo, quasi al buio, le innumerevoli strade, i centri abitati grandi e piccoli e i prati da pascolo. Il paesaggio ha assunto negli ultimi giorni colori completamente diversi. Sfruttando il vento, una cornacchia si innalza per fare la ronda e pattugliare la zona. Il vento porta il richiamo del cucu’. Tra pochi giorni vi sara’ la fioritura di centinaia di fritillarie (Fritillaria meleagris). Una delle meraviglie naturali che noi non potremo vedere. Forse chissa’ la prossima volta.

Negli ultimi giorni Giuseppe e’ stato spesso in giro con le classi scolastiche. E’ nostro compito conservare per le prossime generazioni le meraviglie della natura ed aprire loro gli occhi e il cuore su di esse.

Riassumendo: Nelle mie immagini ho potuto catturare solo alcuni aspetti della molteplicita’ del parco nazionale del Pollino. Aspetti che tra l’ altro non avrei mai immaginato. Un paio di tasselli del mosaico, che insieme a tanti altri compongono un quadro intero.

Quanto piu’ mi addentro in uno scenario naturale, restando a lungo in un posto nuovo e scoprendo tante cose nuove e tanto piu’ ho l’ impressione che le mie fotografie non facciano onore alla sfaccettatura degli aspetti e che esse siano solo la riproduzione di alcuni attimi fuggevoli.

Andate anche voi ad esplorare una delle meraviglie naturali d’ Europa. Ne vale la pena e sara’ un viaggio pieno di sorprese

Grazie: a GITZO per il meraviglioso cavalletto, e’ stato un compagno sicuro e stabile, sia nell’ acqua turbolenta, che nel fango scivoloso o sui ripidi pendii. Grazie per la bella e calda giacca a vento con le innumerevoli tasche dove ho potuto infilare non solo obiettivi, filtri, memory cards, accumulatori e block notes, ma anche provviste di „Gummibärchen“ (bon bon di gelatina: n.d.T.).

Al mio partner Silko per il caffe’ al mattino, per la motivazione e per aver trasportato per ore la mia pesante attrezzatura.

A Sandra e a tutti gli amici a casa, che ci hanno accompagnati con i loro buoni auspici – ed a presto per altre nuove avventure insieme!

E non ultimo a Giuseppe per l’ ospitalita’, la calda stufa e il buon vecchio olio della macchina da cucire Singer, con cui ha resuscitato la testa del mio cavalletto -

…e a Julia e Dana – siete due ragazze fantastiche.

Claudia Müller / Wild Wonders of Europe


Please note that blogs reflect our photographers' opinions and not necessarily those of the directors of Wild Wonders of Europe.

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