Verena Popp-Hackner – Costa Barrika, Spagna
January 15th, 2009 Posted in Southern Europe, UncategorizedOther Languages:
Al mio arrivo a Barrika trovo un gran brutto tempo. Lascio la mia attrezzatura fotografica nel camper e vado in avanscoperta per verificare se e’ possibile scendere in basso sulla costa che appare rocciosa e scoscesa. Scopro alcuni luoghi interessanti e promettenti, ma mi rendo conto che la bassa marea non e’ ancora calata a sufficienza per permettermi di effettuare buone immagini serali. Poiche’ in ogni caso piove a catinelle, decido di esplorare per altri due giorni la costa con il camper, occuparmi delle provviste e preparare tutta l’ attrezzatura, pulire le macchine fotografiche, etc.
Sono di nuovo a Barrika ma continua a piovere senza interruzione. Al campeggio mi dicono che probabilmente la pioggia durera’ per almeno altri tre giorni. In ogni caso, durante la mia prima sera a Atxabiribil smette di piovere per circa un’ ora, un po’ prima del tramonto! Velocemente mi reco su un luogo che avevo gia’ scoperto, dove insolite rocce hanno l’ apparenza di code di enormi coccodrilli e draghi … riesco a scattare due immagini, molto vicino all’ infrangere delle onde e usando un’ esposizione di 20 o 30 secondi ogni volta. Veramente non riesco a misurarla esattamente, dovendo in continuazione stare attenta alle onde in arrivo, ma so gia’ da una precedente esperienza in Nuova Zelanda che con Velvia non fa molta differenza. Dopo il secondo scatto e’ gia troppo scuro per mettere a fuoco e ricomincia a piovere … sono davvero contenta di essere riuscita a scattare queste due immagini perche’ penso che saranno piuttosto interessanti e inoltre chissa’ quanto durera’ ancora la pioggia.
Il giorno seguente il campeggio e’ inondato e devo spostare il mio camper nell’ unico pezzo di terra asciutto o piu’ protetto. Il giorno ancora seguente di nuovo lo stesso scherzo atmosferico: intorno alle 5 di sera le nuvole si aprono e per circa 90 minuti ho a mia disposizione una luce meravigliosamente adatta alla fotografia nei pressi di Barrika. E’ stato molto utile aver perlustrato la costa precedentemente, in modo da sapere dove recarsi rapidamente, appena le condizioni atmosferiche offrono una possibilita’.
Pioggia per altri tre giorni. Pare che vi sia tempesta da qualche parte nell’ Oceano Atlantico, perche’ le onde diventano di ora in ora piu’ alte. Infine le interruzioni della pioggia diventano sempre piu’ lunghe e posso ricominciare a fotografare. Ora le onde sono veramente enormi, forse alte tre metri e devo stare attenta ad evitare quelle lunghe. Certamente non si tratta dell’ ambiente ideale per l’ attrezzatura fotografica, con gli spruzzi salmastri e gli schizzi delle onde. La fotografia in effetti mostra solo un aspetto dell’ esperienza reale; il rumore assordante delle onde intorno a me mi rende insicura ed accorta. Certo che mi piace, ma…
Il mattino dopo porta bel tempo e, come spuntati dal nulla, i surfisti affollano numerosi le spiagge!!! Ora non solo devo stare attenta a che i surf non danneggino la mia attrezzatura ma anche a che non appaiano nelle mie composizioni. I surfisti mi fanno impazzire, lasciano oggetti sulla spiaggia che appariranno poi nelle mie immagini e cosi’ comincio a scattare da posizioni molto rischiose, dagli scogli piu’ esposti. Dopo due giorni mi sento di aver dato il meglio di me. Ho un’ altra missione che mi aspetta, fotografare nel Parco Nazionale dei Pirenei, percio’ non voglio rischiare di perdere la mia attrezzatura qui. E’ stata un’ esperienza interessante ma in parte snervante e non penso che sarei mai venuta qui se non fosse stato per l’ incarico di Wild Wonders. Dico questo, perche’ molto spesso la fotografia paesaggistica in grande formato e’ considerata solo contemplativa (e in effetti a volte lo e’), ma mi piacerebbe che qualcuno venisse con me in uno di questi viaggi, per rendersi conto di cosa significa a volte riuscire a scattare qualche immagine utilizzabile.
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