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Staffan Widstrand – Stambecco spagnolo e rituali di corteggiamento

February 9th, 2009 Posted in Southern Europe, Uncategorized

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staffan_portraitTutto ha inizio quando lo stambecco maschio dominante si urina in faccia. Iuhu!
E poi si avvicina alla femmina da lui scelta, un piccolo ed elegante stambecco femmina di montagna, chiaramente in calore, basta vedere i 5 maschi cornuti che la circondano.
Il maschio con l’ urina ancora gocciolante sul muso, spicca un audace salto in avanti e tira fuori la lingua, dondolandola su e giu’ e di qua e di la’.  E questo non una sola volta ma per delle ore intere. Attende con pazienza che la femmina si accorga che lui e’ un magnifico campione di maschio.
Lei lo guarda, appare dubbiosa, esattamente come farebbe qualsiasi ragazza in una simile situazione. Il tutto appare alquanto bizzarro.
Ma mi rendo conto della differenza tra gli uomini e gli stambecchi nel momento in cui, dopo due giorni interi di urina sul muso e lingua dondolante, finalmente la femmina accetta e si lascia montare. Una donna non avrebbe mai accettato un uomo cosi’ maleodorante ed osceno, vi pare? Ma in un secondo momento mi rendo conto che molto probabilmente ho gia’ visto scene simili, anzi abbastanza spesso…
Forse tutto sommato non siamo poi cosi’ diversi…

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Mi trovo nella Sierra de Gredos in Spagna, una catena di monti selvaggi a circa 200 Km da Madrid, gentilmente accompagnatovi da Marano Cano Gordo e Joaquín Gonzáles Gómez, presidente e vice presidente della Associazione spagnola dei fotografi naturalisti spagnoli, AEFONA.
Oltre ad averci accompagnati qui, me ed il mio assistente, Hampus Hagstedt, ci hanno anche procurato tutti gli importanti permessi richiesti per la fotografia naturalistica. In Spagna, non appena usi un cavalletto, sei considerato un fotografo professionista e di conseguenza necessiti immediatamente di un permesso ufficiale per poter fotografare nelle riserve e nei parchi naturali. Non un permesso generico ma uno molto specifico, a seconda del periodo e del posto. Tutto cio’ comporta l’ impiego di molto tempo ed energia. Inoltre spesso bisogna viaggiare per raggiungere la prefettura territorialmente competente, se si vuole essere sicuri di ottenere tali permessi…
Quindi il loro aiuto in questa problematica e’ stato un vero sollievo.
Infatti dopo neanche 30 minuti che eravamo sul posto, e’ subito arrivato il primo “ranger” a chiederci di esibire il permesso.

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Usciamo dal nostro albergo nel paesino di montagna  Hoyos del Espino ed camminiamo fino alla fine della strada. Ho viaggiato d’ inverno in Svezia con gradi intorno allo zero, pensando che la soleggiata Spagna sarebbe stata calda e mite.  Ma qua in alto fa 8 gradi sotto lo zero, freddo gelido, cosa che d’ altra parte rende il cielo blu e l’ aria tersa.
La popolazione degli stambecchi o capre di montagna, da cui ha origine la maggior parte delle capre domestiche, si e’ notevolmente ripopolata nel corso degli ultimi 20 anni. Dopo essere stato portato quasi all’ orlo dell’ estinzione, ora lo stambecco e’ di nuovo numeroso, nell’ ordine delle decine di migliaia.
In questa zona, dove sono protetti da 30 anni, gli stambecchi sono completamente confidenti nei confronti dell’ uomo.
Questo e’ naturalmente un gran vantaggio, solo il problema e’ che si arrampicano come…appunto, come capre di montagna!
Questo significa che le vedi all’ orizzonte come se non fossero lontane e invece si trovano su una cima impervia.

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Anche questo e’ un esempio di armonica convivenza tra uomo ed animali selvatici in Europa.
Al fine di ottenere che gli animali e gli uccelli diventino confidenti, sono necessarie due cose e questo vale per il mondo intero:
1)     che l’ uomo non faccia del male, uccida, cacci o molesti gli animali selvatici, che cosi’ impareranno in fretta a capire che l’ uomo non e’ piu’ pericoloso;
2)    che gli animali selvatici si abituino alla presenza numerosa di uomini che non li molestano, uccidono, cacciano o fanno loro del male.
La combinazione di questi due elementi funziona dappertutto.
E se si vuole accelerare tale processo, si puo’ sempre aggiungere l’ elemento del cibo…
Qui cio’ non e’ permesso e oltretutto non e’ neanche necessario.

Ci arrampichiamo tutto il il giorno su e giu’ per i dirupi e le pareti di roccia dall’ alba al tramonto, in equilibrio tra scarpate e rocce, con  cavalletti,  focali di 600 mm ed altra attrezzatura pesante… sul ghiaccio e sulla neve, su licheni scivolosi e muschio, fango e melma; si’, e’ veramente un’ impresa scattare immagini agli stambecchi, nonostante loro siano cosi’ confidenti.

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Lo stambecco si inerpica veloce sulle rocce scoscese come se si trattasse di una passeggiata nel parco. I suoi zoccoli biforcuti sembrano auto adesivi, un po’ come le zampe dei gechi, danno l’ impressione di aderire alla roccia meglio di qualsiasi altra cosa.
Gli stambecchi iberici o spagnoli sono alquanto diversi da quelli alpini. Le corna appaiono diverse, sono di misura piu’ piccola ed il corpo presenta una elegante struttura con motivi design in nero e beige.

In definitiva: un’ altra Meraviglia Naturale in Europa.

Staffan Widstrand


Please note that blogs reflect our photographers' opinions and not necessarily those of the directors of Wild Wonders of Europe.

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