Sandra Bartocha & Claudia Müller, Pollino Parco Nazionale, Italia, I
December 1st, 2008 Posted in Southern Europe, UncategorizedOther Languages:
Poiche’ l’ autunno e’ il periodo piu’ bello per la fotografia di paesaggi, decidiamo
di trascorrere un periodo esplorativo nel Parco Nazionale del Pollino nell’ Italia meridionale. Voliamo con il primo aereo del mattino da Berlino con destinazionae Napoli, dove noleggiamo un’ auto e ci dirigiamo verso Rotonda.
All’ inizio del viaggio ci rende nervose il fatto di vedere che i boschi ai lati della strada sono ancora molto verdi, ma il tempo atmosferico e’ come lo vogliamo, nuvole basse, banchi di nebbia, di tanto in tanto sprazzi di sereno sulle montagne e man mano che ci avviciniamo al sud, i boschi si colorano d’ autunno. Non osiamo sperare di avere queste condizioni atmosferiche durante tutto il nostro viaggio, sarebbero le condizioni assolutamente perfette per la nostra missione nel Pollino.
Al nostro arrivo a Rotonda, ci saluto amichevolmente sei polli, cinque cani e due gatti e il loro proprietario, Giuseppe Cosenza dell’ agriturismo Asklepios. Giuseppe sara’ nei prossimi giorni anche la notra guida nei boschi e la nostra prima passeggiata finisce con un tramonto che illumina la veduta del paese. Per la strada incontriamo parecchia gente, cosi’ adesso tutta Rotonda sa che due ragazze tedesche (solo turiste e non parenti) si trovano in paese. Noi pensiamo un attimo se andare stasera a mangiare una pizza nel paese ma non vogliamo desclinare la proposta di Giuseppe di cucinare per noi una abbondante porzione di spaghetti. Cosi’ trascorriamo la serata nella sua accogliente cucina e facciamo progetti per i prossimi giorni.
Il giorno seguente, cielo terso e blu, niente nuvole, un giorno fantastico per escursioni ma per la fotografia paesaggistica non proprio ideale. Decidiamo di esplorare le montagne in alto alla ricerca di esemplari del Pino loricato. Questi pini corazzati o a pelle di serpente
(Pinus heldreichii, syn. Pinus leucodermis) sono l’ emblema del Parco Nazionale del Pollino e crescono tra i 900 e 2500 metri di altitudine. Principalmente si possono trovare sulla Serra del Crispo e sul Monte Pollino, la nostra meta odierna.
Tenuto conto delle condizioni di luce sfavorevoli per la macchina fotografica, rinunciamo durante questa escursione a fermarci a lungo per fare scatti, anche per non far annoiare la nostra guida, Giuseppe. Con le sue gambe – che a noi sembrano lunghe due metri – supera agevolmente il dislivello di 100 metri. Ogni suo passo sono per noi cinque passi e lo seguiamo a una certa distanza sudando e ansimando.
Forse in una giornata di sole come questa avremmo dovuto lasciare a casa i nostri 15 chili di attrezzatura e procurarci un’ impressione d’ assieme del territorio in maniera molto piu’ comoda. Ma non si sa mai cosa ci aspetta – cosi’ ci portiamo sempre lo zaino appresso, in modo da non perdere alcuna occasione fotografica che si dovesse presentare.
Tenendo sempre presente che non abbiamo tanto tempo a disposizione, vogliamo essere sempre equipaggiate per ogni eventualita’, anche tenendo conto che in montagna il tempo puo’ essere molto lunatico, ma oggi il tempo non cambia e noi non facciamo foto.
Ma abbiamo modo di renderci conto dell’ immenso potenziale fotografico della regione. Siamo affascinate dalla bellezza dei faggeti (per nostra sventura alcuni giorni fa sui1500 metri una tempesta ha fatto cadere tutte le foglie soi colori autunnali). Con altre condizioni di luce e’ senz’ altro possibile scattare magnifiche foto qui.
Dopo aver percorso 10 chilometri e aver raggiungo i 2000 metri di altitudine, godiamo da qui una vista fantastica dei profili montuosi, dei pini loricati abbarbicati sulle pareti montuose e dell’ altipiano. E anche i nostri timori vengono confermati, e’ impossibile fotografare qui in buone condizioni di luce albe e tramonti, senza disporre qui sul posto di un bivacco per la notte.
Nell’ archivio fotografico di Giuseppe abbiamo visto molte immagini con boschi di pino e fiori selvatici, cosi’ decidiamo immediatamente di concentrare i nostri quattro giorni qui sui boschi di faggeti e di tornare in primavera e rimanere diversi giorni sulla montagna. Cionondimeno e’ stata una giornata fenomenale e ci siamo fatte una prima impressione della grande magia del Parco Nazionale del Pollino.
Piuttosto affamate, torniamo a Rotonda e stiamo pensando di andare a mangiare una pizza, ma siamo troppo stanche per andare fino in paese e un piatto di spaghetti va bene lo stesso.
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